Silvana Fucito - Un Esempio di Legalità
La storia di Silvana Fucito “inizia” nel 2002 quando gestiva un negozio nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella periferia di Napoli. La sua resistenza ai tentativi di estorsione da parte della camorra, le costa un incendio che distrugge il suo locale e le altre abitazioni dello stabile. Dopo questo episodio, la Fucito decise di denunciare i suoi estorsori e la sua dichiarazione servì a mettere in manette circa 15 persone. Da allora vive sotto scorta ed è costantemente impegnata nella lotta al racket. Come Presidente dell’ Associazione “S. Giovanni a Teduccio per la Legalità”, è impegnata per far sì che tutti trovino il coraggio per non pagare il “pizzo”. Anche lei è convinta che per portare avanti un’efficacie lotta alla criminalità organizzata si debba cominciare dall’educazione dei più piccoli. Nel 2005 il settimanale “Time” l’ha inserita nella lista dei 37 eroi europei. Dopo la sua vicenda il numero delle denunce è aumentato. Le chiediamo: Come nasce l’associazione “S. Giovanni a Teduccio per la legalità”? La mia associazione nasce da una triste esperienza personale. La camorra mi stava distruggendo la vita e dopo i miei continui no al racket mi è stato incendiato il negozio. In me è nato un forte senso di rabbia e di rivalsa verso i delinquenti che mi avevano distrutto l’attività, ma anche verso gli inquilini del palazzo che mi accusavano di essere responsabile dell’accaduto per non aver pagato il pizzo. A quel punto ho deciso di fondare un’associazione insieme ad altri commercianti che, come me, avevano avuto il coraggio di ribellarsi all’oppressione camorrista. Quando è nato in lei questo forte senso di giustizia e di protesta verso la criminalità? Si tratta di sensazioni innate che mi hanno portato a riflettere su cosa fare e come farlo. Ho capito che non potevo restare a guardare e ho sentito il bisogno di fare qualcosa. Penso sia quasi un obbligo per ognuno il saper fare buon uso delle esperienze a cui la vita ci sottopone. Dove opera attualmente l’Associazione? In questi anni siamo riusciti con il Coordinamento delle associazioni antiracket a diffondere la nostra presenza in molti quartieri di Napoli e provincia. Ma siamo pronti ad aprire altre sedi ovunque se ne sentisse la necessità. Perché pensa sia importante l’azione delle associazioni antiracket sul territorio napoletano? Dico sempre che bisogna proiettarsi verso il futuro, pensare ai giovani, rendere questa terra più vivibile soprattutto per i nostri figli, perché non siano costretti a lasciare le proprie città. Bisogna combattere per una società migliore, farlo in prima persona, non aspettare che sia sempre qualcun altro ad agire per noi. Le mafie hanno distrutto il sud, ma soprattutto Napoli che è una città particolare, dove tutto fa notizia, è ormai una città senza turismo e senza lavoro. Esperienze come quelle delle tante associazioni che operano per contrastare la camorra possono fare molto per cambiare le cose e ridare questa città ai suoi cittadini. Se qualcuno volesse mettersi in contatto con la sua Associazione come potrebbe fare? Basta collegarsi al sito delle associazioni antiracket, www.antiracket.it, o mandarmi una mail all’indirizzo fucitosilvana@libero.it .
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