Io vedo...Sento...E Parlo
Lo scorso 22 maggio l'Istituto Tecnico Industriale "E. Medi" ha ospitato "Io vedo...sento...parlo!", manifetsazione nata dall'esigenza di creare un momento di dialogo tra le istituzioni ed i giovani studenti raggiunti dalle nostre iniziative negli utimi mesi. Alla presenza del Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, del Sindaco di San Giorgio a Cremano, Domenico Georgiano, del Presidente dell'Amesci, Enrico Maria Borreli, gli oltre mille studenti presenti hanno espresso i loro dubbi, i loro timori e la loro rabbia sui temi della legalità, della camorra, e della denuncia.
Per Mario, uno dei primi studenti ad intervenire, l'omertà è ormai diventata una forma di benessere "la gente non vede, non sente, non parla perchè non si fida, ha paura di morire". Salvatore si chiede "Come si può trovare il coraggio di denunciare se dopo pochi giorni il malvivente ritorna in libertà minacciando l'incolumità di chi ha denunciato?". Enzo chiede fatti concreti, oltre la burocrazia e le formalità. il piccolo Genny della Scuola Media "Salvo D'Acquisto di Miano, esprime con tenerezza e semplicità i suo desiderio di scegliere la strada della legalità per se e per il suo quartiere, ma chiede aiuto alle istituzioni. Più duro l'intervento di Rosaria, secondola la quale anche noi cittadini abbiamo le nostre responsabilità: "Le Istituzioni si impegnano- sostiene- ma siamo noi cittadini a non far nulla perchè in fondo la camorra ci fa comodo, ce l'abbiamo dentro".
La rabbia manifestata è tanta, e pare crescere di fronte al tema della spazzatura e dell'inefficienza delle forze dell'ordine. E' la rabbia di chi vede e si sente inerme, di chi nutre il seme della legalità, ma ha paura di farlo germorgliare. Tutti i ragazzi hanno sostenuto di essere contro la camorra, ma sono in pochi quelli che riescono a fare qualcosa di concreto per combatterla: come fare, cosa fare, da che parte cominciare? Pronta la risposta del Presidente dell'Amesci Enrico Borrelli: " La camorra è arroganza, violenza, cattiva educazione, quella a cui siamo esposti ogni giorno quando usciamo di casa. Il nostro compito è quello di rispettare le regole ed aiutare le forze dell'ordine a fare il proprio dovere"- e continua - " Stiamo promuovendo la creazione di una rete per la legalità, un insieme di associazioni di cittadini che si uniscono in azioni specifiche sulla legalità". Il Prefetto Pansa, ha ribadito che "la legalità è il rispetto delle regole che ci siamo dati, ed il contesto in cui viviamo influenza i nostri comportamenti oltre che la nostra percezione della sicurezza"- e ha continuato - "Dobbiamo compiere un percorso verso la legalità che passi attraverso standard di sicurezza e che coinvolga tutti, Istitutzioni e cittadini. Noi istituzioni abbiamo il dovere di aiutarvi in questo sentiero. La Prefettura è a vostra completa disposizione".
Le istituzioni quindi, ci sono e si impegnano. A noi cittadini non restano che quattro elementi preziosi su cui investire per promuovere il cambiamento ed innestare una nuova vivibilità del territorio: il dialogo, il rispetto delle regole, la rete e fiducia.
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